[tml] Bergamo: arresti, iniziative e comunicati
2005-11-13
Repressione a Bergamo: almeno 14 arresti
Diverse centinaia di persone hanno manifestato sabato a Bergamo contro il
sistema carcerario e la repressione. Giunto davanti al carcere, il corteo è
stato attaccato dalla polizia, con cariche e lacrimogeni.
26 fermati, 14 dei quali arrestati. Si tratta di 11 italiani e tre
stranieri: un canadese, un greco e una cittadina svizzera. Le accuse vanno
dall'adunata sediziosa aggravata al travisamento e dalla partecipazione di
più persone all'uso di artifizi esplodenti fino alla partecipazione a
manifestazione non preavvisata, possesso ingiustificato di oggetti atti a
offendere, violenza, lesioni e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
Non c'è motivo giustificato per cui i questurini abbiano deciso di
rilasciare solo 12 compagni su 26; l'unica spiegazione sta nel fatto che 11
dei 14 arrestati provengono da altre città e da altre nazioni.
Il potere costituito mette in atto tutte le armi della repressione: fermi
di 24 ore senza la possibilità di vedere avvocati o familiari,
perquisizioni ingiustificate, massimo potere in mano agli sbirri che
possono agire di fronte a un sospetto e senza prove, uso dispiegato degli
articoli di reati associativi come il 270 e 270 bis.
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2005-11-14
aggiornamenti da Bergamo
Domani 15 novembre, inizieranno in carcere gli interrogatori dei 14
compagni/e arrestate/i sabato 12 novembre nel corso della manifestazione
anticarceraria svoltasi a Bergamo.
Gli interrogatori avrebbero dovuto iniziare oggi, ma sono slittati in
seguito all'acquisizione di nuovo materiale.
Secondo i legali i compagni che rischiano di restare in carcere perché
hanno precedenti sono due, per gli altri si ipotizza la scarcerazione unita
a provvedimenti repressivi.
Tra gli arrestati ci sono anche degli attivisti del gruppo anticarcerario
faentino "Giù Mura-Giù Box", che invita a partecipare al presidio
settimanale che si svolgerà domani, 15 novembre, dalle ore 19 sotto al
cercere di Forlì.
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2005-11-16
comunicato del Capolinea su Bergamo
Bergamo arrestati 4 nostri compagni
Sabato 12 novembre, a Bergamo, durante il corteo contro il sistema
carcerario sono stati fermati/arrestati una ventina di manifestanti.
Quattro di loro sono nostri compagni/e del C.S.A. CAPOLINEA di Faenza.
Il corteo aveva lo scopo di contestare il sistema delle carceri, che priva
gli individui della propria dignità derubandoli del bene più importante che
ci appartiene: LA LIBERTA', e di rispondere all'ondata di arresti ed
attacchi che hanno colpito il movimento anarchico in questo ultimo anno
attraverso l'applicazione indiscriminata di reati associativi e di varie
montature.
Il corteo di sabato pomeriggio si è svolto senza incidenti fino nei pressi
del carcere di via gleno, dove gli sbirri per impedire ogni forma di
contatto e solidarietà, tra i detenuti e i manifestanti, hanno sbarrato la
strada a questi ultimi disperdendoli con cariche e lacrimogeni dopo minuti
di violenti scontri.
A corteo già sciolto sono partite nuovamente numerose cariche e
rastrellamenti per le vie della città.
Per esprimere solidarietà ai nostri compagni/e e per discutere dei fatti
avvenuti, INDICIAMO UN'ASSEMBLEA PUBBLICA alla quale speriamo possano
partecipare.
LIBERI TUTTI/E
FUORI TUTTI/E DALLE GALERE DENTRO NESSUNO SOLO
MACERIE
Sabato 19 novembre
Ore 20:30 cena benefit per gli arrestati
Ore 21 assemblea pubblica
CSA CAPOLINEA
Via volta 9
Faenza RA
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2005-11-14
Libertà immediata per i compagni arrestati a Bergamo
Sabato 12 novembre, durante la manifestazione organizzata a Bergamo contro
le condizioni carcerarie e in solidarietà a compagni e immigrati
prigionieri, la polizia ha caricato ripetutamente i manifestanti. L'azione
repressiva degli sbirri si è conclusa con 26 fermi e il successivo arresto
di 14 compagni, trasferiti nella notte nel carcere di Bergamo in attesa del
processo per direttissima di lunedì mattina. Tra questi, 3 compagni del
Gramigna di Padova. I fermi sono stati in gran parte effettuati dopo le
cariche e il lancio di lacrimogeni, quando i compagni si stavano già
disperdendo per le vie della città per tornare a casa. Polizia e
carabinieri hanno aperto così una vera e propria caccia all'uomo,
prelevando persone a caso e in alcuni casi anche pestando e minacciando.
Tra i capi d'imputazione ci sono: adunata sediziosa, travisamento,
resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e accensioni pericolose. Non c'è
motivo giustificato per cui i questurini abbiano deciso di rilasciare solo
12 compagni su 26; l'unica spiegazione sta nel fatto che 11 dei 14
arrestati provengono da altre città e da altre nazioni. Si spiega così il
chiaro intento di voler colpire la solidarietà dei compagni che sono
arrivati a Bergamo per voler contribuire in maniera militante alla lotta
contro le condizioni di detenzione e in generale ai prigionieri politici.
Polizia e magistratura attaccano la solidarietà e la lotta con metodi
sempre piu' illegittimi: usano articoli del codice fascista Rocco
rispolverandoli dal Ventennio, sgomberano e manganellano gli studenti e gli
operai che scendono in piazza per rivendicare una vita dignitosa,
criminalizzano tutte le lotte dei proletari che, da Parigi alla Val di
Susa, dalla Fiat alle univesità, assumono un carattere sempre piu' di
classe. Creano un terrore pianificato tra la gente col fine di giustificare
i loro sporchi metodi repressivi e di dividere le masse minando la
solidarietà di classe. Questo è il frutto della politica del ministro
Pisanu, che da bravo boia dà mano libera agli sbirri in tema di
repressione; fermi di 24 ore senza la possibilità di vedere avvocati o
familiari, perquisizioni ingiustificate, massimo potere in mano agli sbirri
che possono agire di fronte a un sospetto e senza prove, uso dispiegato
degli articoli di reati associativi come il 270 e 270 bis. I signori in
doppio petto del parlamento hanno davvero paura di tutte le mobilitazioni
che si stanno susseguendo a livello nazionale, colpiscono le avanguardie e
arrestano i compagni. Ma la loro sudicia repressione non ferma la lotta, lo
dimostra anche la rivolta scoppiata sabato stesso all'interno del carcere
di Bergamo. L'unità tra i proletari e tra gli oppressi è molto piu' forte
della repressione, che non ha fermato e non fermerà la lotta a sostegno dei
prigionieri rivoluzionari. Teniamo alta l'attenzione sul processo di lunedì
e stringiamoci al fianco dei compagni rinchiusi.
FUORI I COMPAGNI DALLE GALERE, LA REPRESSIONE NON CI FERMERÀ!
SE LA GIUSTIZIA BORGHESE È VIOLENZA,
LA GIUSTIZIA PROLETARIA È RESISTENZA!
CPO GRAMIGNA
COLL. STUDENTESCO VALLE GIULIA
C.DOC. COMANDANTE GIACCA
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