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From:
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anarcotico
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Date: |
Sat, 10 Dec 2005 10:28:16 +0100 (CET)
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Subject: |
[tml] LIBERTA' PER MEHMET TAHRAN
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[tml] LIBERTA' PER MEHMET TAHRAN
LIBERTA' PER MEHMET TAHRAN
Contro il terrorrismo dello stato turco e di ogni altro Stato!
Oggi 9 dicembre in tutto il mondo si tengono manifestazioni di protesta per
chiedere la liberazione dell'obiettore di coscienza totale, omosessuale e
anarchico Mehmet Tahran.
Mehmet è un giovane che ha rifiutato di prestare servizio nell'esercito
turco e ha motivato in pubblico la sua decisione divenendo, dal 2001, un
punto di riferimento per il largo movimento di obiettori e antimilitaristi
turchi. In seguito al rifiuto della leva e alle sue dichiarazioni
antimilitariste, pacifiste e antigerarchiche, giudicate una forma di
insubordinazione alle autorità, è stato arrestato e condannato ad una pena
record di 4 anni.
Se scegliere di arruolarsi in Turchia significa mettere in conto la
possibilità di uccidere oppositori politici, curdi e povera gente dei
villaggi, scegliere di non prestare servizio nell'esercito, giacché non è
un'opzione riconosciuta dallo stato, significa mettere a repentaglio la
propria integrità fisica e psicologica e rischiare coscientemente la morte.
Le condizioni delle galere e il trattamento riservato ai prigionieri in
Turchia sono tra i più atroci e barbari: stupri, pestaggi, torture,
isolamento e altre forme di deprivazione sono all'ordine del giorno.
Questi trattamenti inumani vengono inflitti con particolare solerzia contro
i prigionieri e le prigioniere ideologici, politici e sociali. Dopo averli
sperimentati nei primi mesi di detenzione Mehmet ha intrapreso uno sciopero
della fame di 28 giorni.
I giornali italiani a suo tempo si sono occupati in massa della consegna del
leader curdo Ocalan al regime turco operata dal putrido governo D'Alema, ma
in pochissimi hanno diffuso e diffondono le crude informazioni che
raccontano di come Ocalan, unico prigioniero di un carcere di massima
sicurezza, da 5 anni in totale isolamento (senza tv, giornali,
corrispondenza) e spiato fin dentro la cella da una telecamera, abbia ormai
perso il senso del gusto e dell'olfatto e stia pian piano morendo.
Nessuna testata democratica ha osato portare agli onori della cronaca casi
come quello della ventiseienne militante comunista Sergül Albayrak, che nel
dicembre del 2004, dopo 9 anni carcere e violenze (naturalmente è stata
stuprata), si è suicidata dandosi fuoco in piazza Taksim a Istanbul per
protestare contro le prigioni di tipo F (imposte dalla comunità europea) e
per solidarizzare con tutti/e i/le compagni/e selvaggiamente violati e
uccisi nelle carceri turche.
In Italia i media hanno trattato la vicenda della consegna di Ocalan quasi
come un fatto di costume e in nome degli interessi economici che legano la
nostrana élite industriale e governativa tacciono sulla realtà turca, sui
Giovani della morte come Sergul, sulle costanti brutalità commesse contro le
genti curde, sulla corruzione di un regime militare marcio sino alle viscere
che usa i propri soldati e i nazisti Lupi Grigi per piazzare bombe nei
luoghi di aggregazione e per uccidere nelle piazze e nelle galere.
In questo contesto di atrocità la scelta di Mehmet assume un valore
rivoluzionario e umano incommensurabile. Un gay anarchico antimilitarista,
ovvero un uomo discriminato e perseguitato in partenza per le sue scelte
sessuali, sociali e politiche, si è opposto individualmente ad un regime
omofobo e fascista e ha scelto coscientemente di pagarne le conseguenze
anteponendo alla sua persona i valori della libertà, della pace, della
dignità umana e del mutuo appoggio.
Mehmet e chi come lui ha imbracciato l'arma del proprio corpo e della
propria mente per opporsi al regime fascista e terrorista turco non devono
essere lasciati soli.
Gli anarchici e gli antimilitaristi di ogni dove sono chiamati oggi a
protestare presso le rappresentanze turche raccogliendo l'appello di
solidarietà con Mehmet lanciato dagli antiautoritari turchi che vedono in
lui un simbolo di lotta e di rivalsa.
Per queste ragioni invitiamo tutti/e ad aderire e a partecipare al presidio
in sostegno di Mehmet promosso dal Coordinamento Facciamo Breccia presso il
Consolato Turco di Milano in via Larga n° 19 (inizio alle 17.00).
Eguaglianz(A)nimale
eguaglianzanimale@paranoici.org
Italian Earth Liberation Prisoners - SN
italianelp@yahoo.co
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